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22 Novembre 2013

Hummingbird e Conversational Search: cosa cambia?

Come tutti sanno qualche settimana fa Google ha lanciato un nuovo aggiornamento, Hummingbird, e da allora si sono susseguite una serie di considerazioni più o meno giuste su quelle che sarebbero state le conseguenze.

Cosa effettivamente cambia con questo aggiornamento?

Prima facciamo un passo indietro e vediamo cosa è successo.

L’annuncio di Hummingbird

In quello stesso garage dove tutto è iniziato ben 15 anni fa, Google ha tenuto lo scorso 26 settembre una conferenza con la quale annunciata l’uscita di un nuovo aggiornamento le cui conseguenze sarebbero state “all’altezza”  dei precedenti Caffeine, Venice, Panda e Penguin.

Come tutti sanno questi update sono stati un aggiornamento o un ampliamento dell’algoritmo, mentre Hummingbird viene presentato come una “ricostruzione” dello stesso.

Nel corso di quella conferenza stampa Google è stato molto attento a non diffondere informazioni relative alle questioni tecniche, cosicché le idee circa quello che sarebbe accaduto sono rimaste delle pure congetture.

Google si è infatti limitato a dire:

Hummingbird is focused more on ranking information based on a more intelligent understanding of search requests, unlike its predecessor, Caffeine, which was targeted at better indexing of websites”.

Google e le funzioni “aggiuntive”

Insieme al nuovo aggiornamento del sistema che in sostanza sta dietro Google, sono state “rilasciate” una serie di funzioni aggiuntive, completamente diverse dagli sviluppi precedenti e ovviamente separate da Hummingbird.

La maggior parte di noi ha probabilmente già preso familiarità con Google Graphs, ovvero con quelle informazioni aggiuntive che appiano sul lato sinistro della pagina di risultati ogni volta che facciamo una determinata ricerca; ebbene sembra che Google abbia deciso di “innovare” anche questa funzionalità, al fine di rendere i dati restituiti ancor più pertinenti e rilevanti.

La novità senza dubbio più interessante è quella che è stata definita “Conversational Search”; in sostanza dopo aver fatto una ricerca per una determinata query, all’utente viene data la possibilità di fare delle domande successive basandosi sulla risposta precedentemente ricevuta.

Non è necessario che le domande successivamente poste dall’utente siano complete in quanto Google è in grado di “carpirne” il significato tenendo conto della relazione e della combinazione delle parole.

Una novità per ora disponibile solo per alcune lingue.

Ma com’è possibile la “Convesational Search”?

Conversational Search: di che si tratta?

La novità principale della Conversational Search sta nella capacità di poter interpretare le parole, le frasi e interi testi. In sostanza con Hummingbird (poggiato sul knowledge Graph), Google intende orientarsi verso un modo completamente nuovo di rispondere alle ricerche degli utenti, non focalizzandosi più sulle singole parole ma cercando di trovare la relazione tra di esse.

Con il nuovo algoritmo e con le ricerche conversazionali, in sostanza, si sta cercando di creare un “nuovo” motore di ricerca che sia capace di interpretare domande poste con un linguaggio del tutto naturale.

Supponiamo, ad esempio, che un utente chieda a Google “chi è il primo ministro tedesco?”; con la nuova “impostazione” Google potrà non solo rispondere alla domanda posta ma anche interpretare quelle che verranno in seguito. In pratica se l’utente dopo aver saputo chi è il primo ministro tedesco chiedesse anche quanti anni ha o dove è nato, Google capirebbe che anche questa seconda domanda è correlata al soggetto della prima, senza bisogno quindi che l’utente lo specifichi ulteriormente.

Come si vede, ciò a cui si da vita altro non è che una conversazione.

Non a caso Google aveva dichiarato:

Hummingbird dedica maggiore attenzione a ogni singola parola della ricerca, prendendo in considerazione ogni parola della frase completa – o dell’intera conversazione e significato della stessa – usata per effettuare la ricerca, invece che singole parole identificate come keyword”.

Con il nuovo algoritmo, quindi, Google cerca di restituire dei risultati più soddisfacenti che non siano più legati a semplici parole chiave, ma a frasi decisamente più articolate e di senso compiuto che devono essere interpretate in maniera razionale.

Altra novità di Hummingbird è l’introduzione di un comando vocale che attualmente dipende ancora dal clic su di un pulsante ma che nel prossimo futuro Google vorrà rendere “automatico”; Google farà in modo che l’attivazione vocale diventi automatica, il che renderà possibile fare delle ricerche con la sola voce.

A quanto pare il nuovo algoritmo è pronto anche ad adottare anche una logica di tipo comparativa, in quanto si potrà chiedere di confrontare due oggetti appartenenti allo stesso set logico e ottenere delle informazioni.

Tutti questi cambiamenti hanno l’obiettivo di fornire delle informazioni più precise, complete e strutturate, evolute in termini di pertinenza.

Considerazioni

Alla luce di quanto detto e non detto su Hummingbird si sono susseguite una serie di considerazioni la cui valutazione deve essere fatta in maniera razionale.

  • Aggiungere più testo alle pagine del proprio sito web: potrebbe essere utile ma è bene fare attenzione! Se Google sta diventando più bravo nell’interpretare la qualità di un contenuto, prima di aggiungere del testo al proprio sito si dovrebbe essere certi che quel contenuto dia davvero un valore aggiunto
  • Dare risposte agli utenti: in realtà i contenuti dei siti web avrebbero già dovuto avere questa funzione da tempo
  • Inserire testi sotto forma di domanda: molti ritengono che con l’arrivo delle ricerche vocali e della Conversational Search sarebbe opportuno inserire nei propri testi delle domande. In verità Google non necessita di una domanda vera e propria in quanto riesce a interpretare la relazione tra parole e frasi e comprendere se un contenuto è in grado di rispondere a una certa domanda
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