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22 Dicembre 2013

Black Hat SEO: Funziona ancora?

Sono anni che i SEO tentano di imbrogliare i motori di ricerca tentando di scardinare l’algoritmo e carpirne i segreti. Il termine Black Hat (cappello nero) in contrapposizione al White Hat è in voga da molto tempo inizialmente nel mondo hacker per indicare chi utilizzava pratiche scorrette per ottenere dei benefici.

Dunque nel corso di questi anni la comunità SEO o lo smanettone del momento ha scovato ed utilizzato con successo tantissimi stratagemmi per scalare le SERP, fino a che il motore di ricerca di turno ha poi applicato delle pezze per risolvere la problematica. Un esempio banale che mi viene in mente era il famoso Google Bombing con il quale, applicando migliaia di link con una specifica anchor text verso un sito si poteva far risultare al primo posto su Google una pagina che non conteneneva quel termine (il più famoso era cercando miserable failure e vedere la pagina di Bush).

Cosa è cambiato in questi anni?

In sostanza niente. Google è un software, coadiuvato in taluni casi da esseri umani chiamati Quality rater e Webspam Team.
Fintanto che un software è scritto dall’essere umano che si sa che non è infallibile, ci saranno altrettante persone in grado di trovare delle falle in questo famoso algoritmo.

La fortuna/sfortuna è che più passa il tempo e più i programmatori dei motori di ricerca si fanno furbi per rendere difficile il lavoro, di conseguenza i trucchetti da quattro soldi che potevano usare tutti sono andati (qui direi per fortuna) a farsi friggere, quindi al momento solo gli smanettoni più in gamba e che riescono ad ingegnarsi meglio possono vantarsi di fregare ben bene l’algoritmo di Google.

Le pratiche Black Hat SEO sono molto rischiose?

Beh, se usate le tecniche di 3,4, 10 anni fa decisamente SI. Sono sicuro che alcune di queste potrebbero funzionare ancora nel breve periodo, ma poi si viene scoperti e si finisce per scomparire appena la parte umana di Google verifica cosa stia accadendo.
Allora se sono rischiose perchè qualcuno le usa ancora? La risposta è che molte nicchie di ricerca possono fruttare bei soldini anche con siti che vivono 10 giorni. E’ il caso dei siti legati allo spam puro: vedasi termini come Viagra, Replica Watches, Mortgage/loan e via discorrendo (oh no, li ho nominati in questo articolo, speriamo che non ci bannino 😛 )
Quindi se si vogliono usare tecniche aggressive per un progetto mordi e fuggi e poi bruciare il dominio non mi farei scrupoli ad utilizzarle.

Esistono trucchi Black HAT SEO che funzionano ancora bene nel lungo periodo?

Si, applicare un link innaturale è tuttora una tecnica black hat (o se vogliamo essere più precisi Grey Hat), perchè non è consentita dal regolamento di Google, tuttavia lo si continua a fare perchè è l’unico modo per alcuni siti web per riuscire a posizionarsi.
Il perchè non sia realmente rischiosa è dovuta al fatto che Google dovrebbe far fuori tre quarti di Internet, poichè chiunque nel corso della sua vita avrà fatto una registrazione ad una directory o messo un link in firma in un forum.
Nel dubbio Google non penalizza.
Google applica penalizzazioni manuali qualora abbia certezza che tu webmaster abbia assunto un comportamento inadeguato in un arco temporale abbastanza ampio.

Quindi devo dedurre che è possibile abbattere un concorrente con la Negative SEO?

In via teorica si, ma in pratica è economicamente sconveniente, perchè come dicevo sopra, per essere penalizzati bisogna adottare un comportamento scorretto in un periodo temporale abbastanza lungo. Allora, se dobbiamo investire tutto questo tempo (che costa) e comprare link per eliminare un singolo concorrente non converrebbe a questo punto impiegare le stesse energie e denaro per fare qualcosa di buono per il nostro sito? Certo se siete folli da odiare cosi tanto un competitor, avete molti soldi e tanto tempo da sprecare allora buona fortuna.

Cosa facciamo in azienda per evitare problemi con i link

Noi in Seo Cube per evitare rischi al cliente utilizziamo tecniche di monitoraggio dei competitor per la velocità di acquisizione dei link (in modo da adeguarci agli standard della nicchia di ricerca), selezioniamo in maniera certosina la qualità dei siti partner che pubblicheranno i nostri articoli e utilizziamo dei testi che abbiamo un reale plus per chi lo andrà a ripubblicare, più tante altre operazioni carine e fatte per bene.

Esistono anche altri trucchi Black Hat SEO che funzionano bene?

Si, ma un vero cappello nero (che non sono io), non ve li svelerà mai!

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