Come valutare la qualità di un link

Chi si occupa di link building sa benissimo quanto sia fondamentale riuscire a riconoscere un link di qualità, e quanto quest’ultima non debba assolutamente essere sottovalutata.

Quando mettiamo un link al nostro sito o al sito del nostro cliente dobbiamo cercare il più possibile di assicurarci che questo abbia un impatto positivo sul sito non solo nell’immediato presente, ma anche in futuro quando le cose cambieranno.
A molti Seo e link builder sarà capitato di mettere link che in passato hanno funzionato alla grande e oggi, con i continui cambi di algoritmo di google, sono risultati penalizzanti oppure nocivi. Certo non c’è una scienza esatta che possa assicurarci che quello che oggi consideriamo un ottimo link, domani per qualche ragione non lo sarà, ma ad ogni modo cercare il più possibile di puntare sulla qualità può aiutarci a prevenire o limitare i danni.

Come analizzare un link

Per capire la qualità di un link ci sono diversi aspetti che vanno presi in analisi:

  • L’attinenza
  • Il tipo di link
  • L’autorità
  • Posizione del link

Attinenza

La prima cosa da domandarci quando stiamo per mettere un link al nostro sito è “il mio link è attinente alla pagina nella quale lo sto piazzando?” Se la risposta è no, desisti!
Un link di qualità deve essere attinente al contesto della pagina in cui lo andiamo a mettere, meglio ancora se è attinente anche al dominio vero e proprio.
Certo quest’ultimo punto va preso con le pinze, perché se il nostro sito che parla viaggi dovesse ricevere un link da repubblica.it, nonostante la poca attinenza con il dominio di certo schifo non ci farebbe… e sicuramente nemmeno a google!
L’attinenza dunque deve riguardare prima di tutto la pagina specifica e in secondo luogo il dominio principale.

Tipo di Link

Quando andiamo a valutare un link, la seconda cosa che dobbiamo tenere in considerazione è la tipologia di quest’ultimo, ovvero in che modo il nostro sito è stato linkato:

  • Link con anchor text: i link con anchor text sono sicuramente quelli più comuni e che funzionano maggiormente posizionare i siti per delle parole chiave specifiche, tuttavia sono anche quelli che vengono presi subito di mira da Google Penguin, in particolare se si dovesse verificare una sovra-ottimizzazione. Ciò significa che per evitare problemi è importante variare di molto le anchor text includendo keywords di long tail, solo il nome del brand o quest’ultimo incluso nell’anchor e così via.
  • URL diretto: intendiamo quando un sito viene indicato direttamente con http://www.nomesito.it senza porre nessuna anchor. Questo è un metodo sicuramente meno efficace rispetto al precedente, ma molto più naturale.
  • Link di Citazione: in effetti è una variante dell’url diretto difatti invece di mettere l’indirizzo intero http://www.nomesito.it mettiamo un estratto di esso come nomesito.it. Questo tipo di link può essere considerato migliore del precedente, a patto che il nome del sito sia lo stesso del brand.
  • Link nell’immagine: alcuni link possono essere inseriti sopra un’immagine. Questo metodo è ottimo per variare la tipologia di link. Per rendere questi link utili al fine del posizionamento è fondamentale l’uso appropriato del tag alt sull’immagine. Questo infatti va a sostituire l’anchor text.
  • Site-wide: come ho accennato in questo articolo questa tipologia di link andrebbe evitata poiché essendo situata solitamente nella side-bar o nel footer di un sito, si ripeterà in ogni pagina di quest’ultimo risultando spammoso agli occhi di Google.
  • No follow: i link con tag no follow vengono solitamente utilizzati da coloro che decidono di linkare ad un determinato sito senza passare però valore a quest’ultimo. Non si sa ancora bene come si rapporti google a questo tipo di link, ciò che è certo è che per un sito web avere dei link anche no follow risulta molto più naturale che avere tutti link do follow. Di conseguenza chi vuole fare link building di qualità deve tenere in considerazione anche questo aspetto.

Autorità di un sito

L’autorità di un sito è un aspetto che nel corso degli anni è diventato fondamentale per valutare la qualità di un link. Certamente se i link sono costruiti senza varianti e su siti di poca rilevanza, l’autorità di dominio da sola non basterà a portare dei buoni risultati.
Per verificare l’autorità di un sito è possibile utilizzare diversi strumenti. Una volta contava molto il page rank ma ad oggi questo è un dato diventato piuttosto relativo, soprattutto perché gli aggiornamenti di quest’ultimo oramai sono molto meno frequenti.
La toolbar di Moz invece è uno strumento molto utile per fare questo tipo di valutazione, di conseguenza consiglio vivamente di installarla.
L’autorità di dominio di un sito o di una pagina è una componente importante per valutare la qualità del link che punta verso il nostro sito ma ovviamente non deve essere considerato come valore assoluto per dare un giudizio definitivo.

Posizione del link

La posizione del nostro link è un altro fattore fondamentale nella nostra valutazione, poiché su quest’ultima si basa il valore che il nostro sito acquisisce tramite quel link:

  • In un contenuto: è il modo migliore per ottenere un link poiché appare più naturale e di conseguenza ha più valore.
  • Fuori dal contenuto: Parliamo di un link presente ad esempio alla fine di un articolo nel box dell’autore. Meno rilevante rispetto al primo ma sicuramente non da buttare.
  • Sidebar e Footer: inutile ripeterlo, da evitare il più possibile.

Altri fattori

Ovviamente sebbene i fattori sopracitati siano importanti non sono imprescindibili, difatti spesso chi fa questo mestiere va anche un po’ “a naso”.
Ad ogni modo ci sono altri aspetti che possiamo valutare per capire la qualità di un sito che deve linkarci come ad esempio il numero di link in uscita dalla pagina che ci interessa e dal dominio in generale, la qualità dei contenuti, la frequenza di aggiornamento del sito etc.
Insomma è necessario avere un occhio un po’ critico e porsi le domande giuste: Come sono i contenuti di questo sito? Ogni quanto vengono aggiornati? Quant’è il rapporto tra articoli contenenti link e articoli senza? C’è un chi siamo per capire che si tratti di un sito vero e non solo di uno creato apposta per dare link?

Come queste ci sono tantissime altre domande che possiamo porci per esser sicuri di non costruire un “cattivo vicinato” al nostro sito web e cercare dunque di evitare in futuro di esser penalizzati da Big G.

2 comments

  • Ottimo articolo,
    in effetti ho letto che una link building naturale ha come effetto l’indirizzamento a un sito di link sia con nofollow che senza, e che l’assenza totale di link senza nofollow è uno dei fattori che fa subdorare a Google una politica di link building scorretta (con conseguente penalizzazione).

  • Ciao Ilario, ti ringrazio. Si effettivamente è piuttosto innaturale che un sito non riceva link nofollow quindi mi sembra un’aperta dichiarazione di attività “illecita”

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